SAMBO

Sambo arte marziale di origine russa
Il Sambo, acronimo traslitterato dal cirillico di САМозащита Без Оружия ovvero “difesa personale senz’armi”, è un’arte marziale di origine russa sviluppata a partire dagli anni venti del XX secolo come metodo di lotta destinato all’addestramento dei soldati dell’Armata Rossa.
Indice
 Origini e influenze
 Sviluppo
 Abbigliamento
 Tecniche
 Il Sambo nelle arti marziali miste
 Il Sambo nei giochi olimpici e nei grandi eventi
 Regolamento e punteggi
 Tipo di stile e Gradi
Origini e influenze
Il primo sviluppo del Sambo derivò dagli sforzi indipendenti di Vasili Oshchepkov e Viktor Spiridonov, per integrare le tecniche di lotta libera, judo, jujutsu e altre arti marziali straniere in uno stile di lotta. Oshchepkov insegnò il judo alle élite dell’Armata Rossa presso la Central Red Army House. Vasili Oshchepkov fu uno dei primi stranieri a imparare il Judo in Giappone e si guadagnò il suo nidan (cintura nera di secondo grado, a partire da cinque) dal fondatore del judo, Kano Jigoro. Il background di Spiridonov ha coinvolto arti marziali indigene di varie regioni sovietiche e un interesse per il jujutsu giapponese (anche se non l’ha mai formalmente addestrato). La sua xxxxxxxxxxxxx era in parte basata sul fatto che durante la prima guerra mondiale ricevette una ferita da baionetta che lasciò il braccio sinistro inabile. Sia Oshchepkov che Spiridonov speravano indipendentemente che le tecniche di combattimento corpo a corpo militari sovietiche potessero essere migliorate con un’infusione delle tecniche distillate da altre arti marziali straniere. Contrariamente alle tradizioni comuni, Oshchepkov. e Spiridonov non hanno collaborato allo sviluppo dei loro sistemi corpo a corpo. Piuttosto, le loro nozioni indipendenti di combattimento corpo a corpo si fusero attraverso il cross-training tra studenti e gli sforzi formativi dei loro studenti e dello staff militare. Mentre Oshchepkov e Spiridonov hanno avuto occasione di collaborare, i loro sforzi non sono stati completamente uniti.
Ogni tecnica è stata attentamente sezionata e considerata per i suoi meriti, e se trovata accettabile in combattimento senza armi, perfezionata per raggiungere l’obiettivo ultimo del Sambo: fermare un avversario armato o non e nel primo caso disarmarlo nel minor tempo possibile. Così, molte tecniche del jujutsu, del judo e di altri sistemi marziali si unirono agli stili di combattimento indigeni per formare il repertorio di sambo. Quando le tecniche sono state perfezionate, sono state intessute in applicazioni di Sambo per autodifesa personale,
polizia, controllo della folla, guardie di frontiera, polizia segreta, protezione dignitaria, personale ospedaliero psichiatrico, militari e commando.
Sviluppo
Nel 1918, Lenin creò il Vsevobuch (Addestramento militare generale) sotto la guida di N.I. Podvoyskiy per addestrare l’Armata Rossa. Il compito di sviluppare e organizzare l’addestramento di combattimento corpo a corpo militare dell’Armata Rossa toccò a K. Voroshilov, che a sua volta creò il centro di allenamento fisico dell’NKVD Dinamo.
Spiridonov era un veterano di guerra della prima guerra mondiale e uno dei primi istruttori di wrestling e di autodifesa ingaggiati per la Dinamo. Il suo background comprendeva il wrestling, la lotta greco-romana, molti stili di lotta popolare turca e il jujutsu giapponese. Come esperto per la Dinamo, viaggiò in Mongolia e in Cina per osservare gli stili di combattimento locali.
Nel 1923, Oshchepkov e Spiridinov collaborarono (indipendentemente) con una squadra di altri esperti su una sovvenzione del governo sovietico per migliorare il sistema di combattimento corpo a corpo dell’Armata Rossa. Spiridonov aveva immaginato di integrare gli aspetti più pratici dei sistemi di combattimento del mondo in uno stile completo che potesse adattarsi a qualsiasi minaccia. Oshchepkov aveva osservato la distillazione di Kano di Tenjin Shin’yo Ryu jujutsu, Kito Ryu jujutsu e Fusen Ryu jujutsu in judo, e aveva sviluppato l’intuizione necessaria per valutare e integrare le tecniche di combattimento in un nuovo sistema. I loro sviluppi furono completati da Anatoly Kharlampiyev e I. V. Vasiliev, che viaggiarono in tutto il mondo per studiare le arti marziali da combattimento. Con dieci anni di lavoro il loro catalogo di tecniche è stato determinante nella formulazione della struttura iniziale dell’arte marziale che potrebbe essere definita Sambo.
Kharlampiyev è spesso riconosciuto come il padre del Sambo. Questo potrebbe essere in gran parte semantico, poiché solo lui aveva la longevità e le connessioni politiche per rimanere con l’arte mentre il nuovo sistema veniva chiamato “Sambo”. Tuttavia, la manovra politica di Kharlampiyev fu la sola responsabile del riconoscimento da parte del Comitato dello Sport dello sport da combattimento ufficiale dell’Unione Sovietica nel 1938 – anno di “nascita” del Sambo. Quindi, effettivamente , Kharlampiyev potrebbe essere considerato il padre dello “sport” Sambo.
Spiridonov fu il primo a iniziare a riferirsi al nuovo sistema con un nome simile a “Sambo”. Alla fine sviluppò uno stile più soft chiamato Samoz che poteva essere usato da praticanti più piccoli, più deboli o persino soldati feriti e agenti segreti. L’ispirazione di Spiridonov per lo sviluppo di “Samoz” derivò dalla sua ferita alla baionetta della prima guerra mondiale, che limitò notevolmente la sua (abilità del braccio sinistro e quindi sua) nella pratica del wrestling. Le versioni raffinate di sambo sono ancora oggi utilizzate o fuse con specifiche applicazioni del Sambo per soddisfare le esigenze dei commando russi oggi.
Abbigliamento
L’abbigliamento consiste in una giacca denominata kurtka simile a quella usata nel Jūdō, dotata però di spalline e forata all’altezza della vita, in tela molto resistente e chiusa da una cintura passante per gli inserti. La divisa include calzoncini corti o non oltre il ginocchio e
scarpe alte sino alla caviglia (sambovki) come nella lotta olimpica. Durante le competizioni sportive, giacca, pantaloncini e cintura devono essere dello stesso colore: rosso o blu. Il bianco solitamente è il colore adottato dall’arbitro, le cui maniche della giacca possono essere di colore rosso e blu. Oggigiorno i competitori utilizzano anche giacche di diverso colore. Un esempio è dato dai lottatori del Kazakistan, esperti nelle prese sulla parte superiore del corpo, il colore della cui giacca ricalca l’azzurro della loro bandiera. Nel sambo sono previsti i gradi di passaggio, che possono essere anche sostituiti da cinture colorate, così come avviene per la maggior parte delle arti marziali orientali. Tuttavia, per convenzione, molti continuano ad utilizzare la stessa cintura della giacca, sia essa rossa o blu, sino a sostenere l’esame che li porterà alla nera.
Tecniche
Le tecniche del sambo si suddividono fondamentalmente in tre tipi di attacco:
 alla parte superiore del corpo
 alla parte inferiore del corpo
 lotta al suolo.
Nella competizione sportiva per ciò che riguarda la lotta a terra sono proibite le tecniche di lussazione degli arti e gli strangolamenti, a differenza di quanto avviene nel judo. Ciò è dovuto al fatto che le prese possono includere tecniche di lotta stile libero e lotta greco-romana, la cui stretta potrebbe essere altamente lesiva. Vengono però incluse tecniche e intrecci di gamba esclusi nel judo in quanto ritenuti pericolosi. Vi è una variante del Sambo inteso come lotta libera e sempre introdotta nel campo sportivo. Questa variante è nota come Kombat Sambo. Le tecniche difensive della Samooborona vengono applicate con grande fluidità in una sorta di full contact. I due contendenti sono autorizzati a usare pugni e calci, assieme a colpi di ginocchio e gomito, oltre alle normali prese di strangolamento e sottomissione. Grazie alla loro abilità in questo stile atleti russi, ma anche stranieri sono riusciti ad acquistare fama e gloria. Un esempio è dato da un grande campione dello stile Fëdor Emel’janenko, che è riuscito ad imporsi sui quadrati di mezzo mondo nel combattimento totale. Il Kombat Sambo, la cui pratica era già nota ben prima della seconda guerra mondiale, è ancora oggi adottato dai reparti speciali dell’esercito, quali gli Spetsnaz, ma a differenza della variante sportiva, la pratica militare è incentrata su tecniche atte a neutralizzare l’avversario senza alcun freno, implicando, nel suo schema, addirittura l’uccisione dell’avversario se la situazione lo richiede. Lo studio delle armi bianche non è escluso dal metodo.
Il Sambo nelle arti marziali miste.
Grazie alla sua versatilità nei vari aspetti del combattimento il Sambo viene spesso indicato come un’ottima base per la transizione di un atleta nelle arti marziali miste, sport da combattimento divenuto molto popolare dagli anni 2000 in poi.
Il Sambo nei giochi olimpici e nei grandi eventi
Il Sambo è apparso in una grande manifestazione nel 1983 ai IX Giochi panamericani che si svolsero a Caracas, in Venezuela, anche se rimase un evento isolato e non fu più incluso in
quella manifestazione. Riappare in un evento multisportivo nel giugno 2015 durante i I Giochi europei, quale specialità dimostrativa.
Regolamento e punteggi
 Uniforme: kurtka (=uniforme), shorty (=pantaloncini) e barzofky (no, non è uno stato emozionale, significa scarpa. Si può chiamare anche sambofky). Il primo atleta chiamato indossa il kurtka krasni (rosso), il secondo chiamato veste il kurtka sini (blu).
 Area di competizione: kavior (=materasso) circolare 9×9 m. Quello di Lotta, insomma. Ma noi siamo fichi e lo chiamiamo kavior.
 Tempo di gara: uomini 5’, donne 4’ minuti. Effettivi, vale a dire ogni qualvolta l’arbitro interrompa col fischietto l’azione di lotta, il tempo è fermato.
 Modalità di vittoria: maggior punteggio alla fine del tempo di combattimento, finalizzazione o superiorità tecnica con scarto di 8 punti (8-0, 9-1 ecc)
Proiezioni: il punteggio è dato da come atterra il mio avversario e dalla mia posizione all’atto finale della tecnica.
 Se atterra di natiche o pancia ed io appoggio anche solo una mano o qualsiasi altra parte del mio corpo che non siano i soli due piedi, 1 punto. Se resto in piedi, 2 punti.
 Se atterra di lato ed io con lui, 2 punti. Se io in piedi, 4 punti.
 Se atterra di schiena ed io con lui, 4 punti. Se io in piedi, è cista (=perfetto, chiaro) ed ho vinto l’incontro. Ovviamente, è molto raro, perché è assai arduo proiettare un avversario del tuo peso e mantenere contemporaneamente l’equilibrio sui due piedi senza appoggiare altre parti del tuo corpo a terra.
 Proiezioni sulle ginocchia possono dare come esito solo un vantaggio, utile qualora si sia in parità alla fine dei 5’ per determinare la vittoria. Non c’è limite al numero di vantaggi ottenibili, ma sono validi esclusivamente in caso di parità.
Immobilizzazione a terra: valida anche da dentro la guardia o mezza guardia del mio avversario, purché ci sia il contatto del mio petto sul suo e non sia possibile far passare una mano in mezzo. Se da dentro la guardia o mezza, il mio avversario interrompe il contatto del mio petto sul suo, anche solo sollevando di forza con le braccia, l’immobilizzazione non è più valida. 10” di immobilizzazione comportano 2 punti, 20” 4 punti. Non si possono ottenere più di 4 punti per immobilizzazione nello stesso incontro. Dopo i 20”, l’arbitro fischierà e chiuderà la mano a pugno dandoci la possibilità di usufruire di un intero minuto per finalizzare una leva articolare. Qualora il mio avversario si liberasse o l’azione fosse statica, l’arbitro interrompe la mia azione e non mi farà terminare il minuto. Non esiste la possibilità di paraculare nel SAMBO.
Finalizzazioni: nel SAMBO Sport non si possono eseguire strangolamenti (validi, invece, nel Combat). Le leve articolari si possono applicare alle spalle, gomiti, anche, ginocchia e caviglie. Alle caviglie, solo dritte (quindi, non valide le kimura). Si possono applicare da qualsiasi posizione, incrociando le gambe all’interno o esterno, saltando dall’alto, calandosi con la fune metodo SWAT ecc. Una volta che si arriva in una chiara posizione che mi possa consentire una finalizzazione, l’arbitro fischierà e chiuderà la mano a pugno concedendomi 1’
per terminarla. Si applicano stesse modalità spiegate in precedenza. Qualora il mio avversario riesca anche lui a raggiungere una posizione per eseguire una leva, avrà tutto il tempo restante del mio minuto (vale a dire, se dopo venti secondi che gli ravano la caviglia, riesce a prendere la mia, avrà i restanti quaranta secondi per finalizzare). Se non finalizzo, l’arbitro fischia, ci si alza e si riparte a combattere in piedi.
Sanzioni: la prima sanzione è solamente di avviso, la seconda comporta un punto contro, la terza due punti contro, la quarta squalifica. Possono essere date per passività (si danno facilmente, non c’è possibilità di paraculare), uscita dal kavior o prese scorrette (come afferrare le dita delle mani o dei piedi per eseguire una leva, infilare tutta la mano all’interno delle maniche del kurtka ecc.). Nel caso di prese scorrette, la prima vale come avviso, la seconda comporta squalifica.
Ogni incontro è giudicato da un arbitro centrale, uno di bordo in sedia e due giudici esterni, i quali hanno la possibilità di visionare il care system (la moviola, sostanzialmente) con gli altri due arbitri.
Nel caso che a tempo scaduto i due atleti siano in parità, vince o chi ha eseguito la tecnica col punteggio più alto (esempio: siamo 4-4 ma io ho fatto una tecnica da 4 punti e tu due tecniche da 2 punti, vinco io), o chi ha fatto punto per ultimo se la tecniche sono dello stesso valore (esempio: siamo 2-2, entrambi abbiamo fatto una tecnica da 2 punti a testa, ma io ho l’ho fatta per ultimo, vinco io) o chi ha più vantaggi (esempio: siamo 6-6, entrambi una tecnica da 2 punti ed una da 4 punti a testa, ma io ho un vantaggio e tu no, vinco io). In sostanza, vinco sempre io, se avete notato.
Nel SAMBO, vi è molta continuità dalla lotta in piedi a quella a terra, l’arbitro tende a lasciar combattere molto (soprattutto, rispetto al Judo) e questo rende possibile che il ritmo di combattimento sia molto sostenuto ed intenso.
 Sambo sportivo: assomiglia molto, dal punto di vista stilistico, alla lotta libera o al Judo, ma con alcune differenze dal punto di vista delle regole, delle tecniche utilizzate e delle uniformi degli atleti. Ad esempio, contrariamente al Judo, nel Sambo sportivo sono consentiti i bloccaggi e gli intrecci di gamba, mentre sono vietati gli strangolamenti e le lussazioni degli arti. In questa disciplina è posto un grande accento sulle tecniche di proiezione, sulla lotta a terra e sulla sottomissione dell’avversario.
 Kombat Sambo: si tratta di una disciplina molto affine alle moderne Mixed Martial Arts (MMA), che include numerose tecniche come colpi di braccia e di gambe, strangolamenti e bloccaggi articolari. Questa tipologia di competizione prevede un contatto molto più intenso rispetto al Sambo sportivo. Per questo, gli atleti indossano protezioni come guantoni, caschetto e paratibie.
 Defense Sambo: si basa principalmente su tecniche di autodifesa, sia da attacchi disarmati che armati. Questa disciplina si avvicina molto, come stile e concezione, ad arti marziali orientali come il Ju Jitsu o l’Aikido.
 Novichok (“Principiante”): può partecipare alle dimostrazioni di Sambo o alle gare. Le tecniche permesse si limitano all’utilizzo del braccio steso.
 Yunosheskiy Razryad (“Junior”): può partecipare alle dimostrazioni o alle competizioni. Le tecniche permesse si limitano alla proiezione a terra e alla sottomissione.
 Vzrosliy Razryad (“Senior”): può partecipare a dimostrazioni, competizioni di Sambo sportivo e Freestyle, ma senza utilizzare pugni o calci.
 Kandidat Master (“Candidato a Master”): può partecipare a tutte le attività del grado precedente, utilizzare pugni e calci e allenare i principianti.
 Master: può eseguire tutto quanto previsto per il grado precedente, con l’aggiunta di poter utilizzare anche ginocchiate e gomitate. Un Master può inoltre tenere seminari.
 International Master: sono permesse tutte le attività del Master, con la facoltà aggiuntiva di poter allenare tutti gli studenti di Sambo e presiedere esami.
 Grand Master: il ruolo è simile a quello dell’International Master, ma si può partecipare attivamente alle decisioni della federazione.
 Uchitel (Grand Master “Distinto”): è il livello più alto in assoluto, che viene assegnato a personalità importanti del Sambo.
Per aumentare di livello il praticante deve superare un esame nel quale dimostri di saper padroneggiare tutte le tecniche previste per quel passaggio, e di essere pronto per un certo tipo di competizione. Per passare da un grado all’altro è anche richiesto un certo numero di vittorie contro altri atleti di grado pari o inferiore.
Coordinatore nazionale Sambo
Miscel Ferraro